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17/06/2008
Diffondi

Solare

Un gruppo di docenti universitari e ricercatori presieduto dal prof. Vincenzo Balzani dell'Universita' di Bologna, ha inviato ieri, lunedì 16 giugno, all'attuale Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, una lettera aperta nella quale si chiede di utilizzare - come prospettato dal ministro Scajola - il nucleare.
Secondo il comitato, l'energia atomica sarebbe "un pericoloso fardello sulle spalle delle prossime generazioni" ed informano che "il sole è la più grande risorsa energetica del nostro pianeta". Vi invito ad approfondire l'argomento leggendo l'appello QUI. Firmatelo, mi raccomando. E diffondetelo.

Postato da: giovannisparano a 10:51 | link | commenti
politica, appello, energia, nucleare, attualità, berlusconi, lettera, balzani

13/06/2008
Pier Paolo

Pasolini

Quest'articolo di Pier Paolo Pasolini, apparso nelle colonne del Corriere della Sera il 9 dicembre 1973, suona attualissimo oggi. Profetico, pensando agli anni in cui fu scritto. Avevo voglia di condividerlo con voi.

"Molti lamentano (in questo frangente dell’austerity) i disagi dovuti alla mancanza di una vita sociale e culturale organizzata fuori dal Centro "cattivo" nelle periferie "buone" (viste con dormitori senza verde, senza servizi, senza autonomia, senza più reali rapporti umani). Lamento retorico. Se infatti ciò di cui nelle periferie si lamenta la mancanza, ci fosse, esso sarebbe comunque organizzato dal Centro. Quello stesso Centro che, in pochi anni, ha distrutto tutte le culture periferiche dalle quali, appunto, fino a pochi anni fa, era assicurata una vita propria, sostanzialmente libera, anche alle periferie più povere e addirittura miserabili.  Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la "tolleranza" della ideologia edonistica, voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni.
Le strade, la motorizzazione ecc. hanno ormai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione il Centro ha assimilato a sé l’intero paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un'opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè, come dicevo, i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un "uomo che consuma", ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.
L’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che "omologava" gli italiani. Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale "omologatore" che è l’edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo. Non c’è infatti niente di religioso nel modello del Giovane Uomo e della Giovane Donna proposti e imposti dalla televisione. Essi sono due Persone che avvalorano la vita solo attraverso i suoi Beni di consumo (e, s’intende, vanno ancora a messa la domenica: in macchina).
Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria). Lo hanno accettato: ma sono davvero in grado di realizzarlo?
No. O lo realizzano materialmente solo in parte, diventandone la caricatura, o non riescono a realizzarlo che in misura così minima da diventarne vittime. Frustrazione o addirittura ansia nevrotica sono ormai stati d’animo collettivi. Per esempio, i sottoproletari, fino a pochi anni fa, rispettavano la cultura e non si vergognavano della propria ignoranza. Anzi, erano fieri del proprio modello popolare di analfabeti in possesso però del mistero della realtà. Guardavano con un certo disprezzo spavaldo i "figli di papà", i piccoli borghesi, da cui si dissociavano, anche quando erano costretti a servirli.
Adesso, al contrario, essi cominciano a vergognarsi della propria ignoranza: hanno abiurato dal proprio modello culturale (i giovanissimi non lo ricordano neanche più, l’hanno completamente perduto), e il nuovo modello che cercano di imitare non prevede l’analfabetismo e la rozzezza. I ragazzi sottoproletari umiliati cancellano nella loro carta d'identità il termine del loro mestiere, per sostituirlo con la qualifica di "studente". Naturalmente, da quando hanno cominciato a vergognarsi della loro ignoranza, hanno cominciato anche a disprezzare la cultura (caratteristica piccolo-borghese, che essi hanno subito acquisito per mimesi). Nel tempo stesso, il ragazzo piccolo-borghese, nell’adeguarsi al modello "televisivo" che, essendo la sua stessa classe a creare e a volere, gli è sostanzialmente naturale, diviene stranamente rozzo e infelice. Se i sottoproletari si sono imborghesiti, i borghesi si sono sottoproletarizzati. La cultura che essi producono, essendo di carattere tecnologico e strettamente pragmatico, impedisce al vecchio "uomo" che è ancora in loro di svilupparsi. Da ciò deriva in essi una specie di rattrappimento delle facoltà intellettuali e morali.
La responsabilità della televisione in tutto questo è enorme. Non certe in quanto "mezzo tecnico", ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si fa concreta una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare. E attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere.
Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano; il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto la televisione), non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata bruttata per sempre…
"

Postato da: giovannisparano a 09:29 | link | commenti
politica, televisione, pasolini, attualità, fascismo, consumismo

10/06/2008
Intercettazioni mon amour

Alfano

L'Italia che perde non è soltanto quella del calcio, la stessa che due anni fa vinceva i mondiali ai rigori. Anche quella della legalità si appresta a giocare - il risultato è scontato, in perfetto Moggi's Style - una partita decisiva: venerdì, nel prossimo consiglio dei ministri. Parola di Silvio Berlusconi che venerdì, dal convegno dei giovani imprenditori di Confindustria riunitosi a S.Margherita Ligure, ci ha fatto sapere che introdurrà "il divieto assoluto di intercettazione telefonica, con esclusione per indagini che riguardano la criminalità organizzata, la mafia, la 'ndrangheta, la camorra o il terrorismo".
E subito il Guardasigilli Angelino Alfano a rimboccare le coperte del premier con falsità a giustificare l'introduzione del nuovo dl.
Prima coperta: "Attualmente ci sono almeno 100.000 persone intercettate ogni anno contro le 1.700 degli Stati Uniti, le 2.300 della Svizzera, le 3.700 dell'Olanda, le 5.500 della Gran Bretagna e le 20mila della Francia". In Italia solamente la magistratura può disporre le intercettazioni e, di conseguenza, la copertura statistica del dato è del 100%. Negli USA, oltre ai servizi segreti ed alle varie polizie, anche la SEC - Securities and Exchange Commission, corrispondente alla nostra Consob - le può disporre. Potrete quindi immaginare come, in realtà, il numero spacciatoci per reale dal ministro di Giustizia, sia solo uno specchietto per le allodole. Si inerpica, poi, l'uomo che baciò nel 2002 Croce Napoli - boss mafioso di Palma di Montechiaro - in calcoli a dir poco ridicoli: "le centomila persone intercettate fanno o ricevono mediamente 30 telefonate al giorno. Così si arriva a tre milioni di intercettazioni. Se si moltiplica per il numero 'n' di giorni di intercettazioni, probabilmente è intercettata una grandissima parte del nostro Paese". Non so se il ministro ne è al corrente, ma i decreti d'intercettazione sono a tempo - durano 15/20 giorni - e quindi necessitano di proroga. Quindi, tra i centomila citati da Alfano, ci sono parecchi doppioni.
Seconda coperta: Alfano ritiene necessario "un riequilibrio tra due diritti: quello delle indagini e quello della tutela della privacy". Quest'ultima già tutelata dall'apposita legge. Mentre le indagini - soprattutto quelle scomode - è meglio se i diritti cominciano a perderli. Come, del resto, auspicato da Licio Gelli nel suo Piano di Rinascita Democratica.
Terza coperta: la spesa per le intercettazioni ammonterebbe al "33% dei costi complessivi della giustizia". Bugia grande come una casa. Lo Stato, per l'anno 2007, ha messo a bilancio per la giustizia 7 miliardi e 700 milioni di euro. Non sono stati spesi 2 miliardi e mezzo di euro, ma - come lo stesso ministro ci informa - circa 230 milioni. Si gioca, qui, col nome "spese di giustizia" che è il nome di un sottocapitolo del bilancio di giustizia: in effetti, per un terzo è composto dalle spese di intercettazione. Nel sottocapitolo, però, rientrano anche i compensi ai periti, agli interpreti, il patrocinio gratuito, le spese per le trasferte della polizia giudiziaria, etc. Spese definite "ripetibili", ossia rimborsabili dai condannati a sentenza emanata. Ma lo Stato riesce a farsi restituire solamente il 3-7%. Nessuno dei legislatori sente questo come un fronte su cui intervenire per arginare i costi della giustizia. Altra ipotesi di risparmio potrebbe essere quella di inserire, nei contratti di concessione alle società telefoniche, una clausola per la quale le intercettazioni non debbano essere pagate dallo Stato. Ed incominciare ad acquistare le apparecchiature per effettuarle: attualmente vengono noleggiate a costi proibitivi.

Consigli per l'approfondimento:
La legge Arsenio Lupin - di Marco Travaglio su L'Unità
Leggende spacciate per verità - di Luigi Farrarella sul Corriere della Sera


Pubblicato su MenteCritica

Postato da: giovannisparano a 10:03 | link | commenti (1)
politica, giustizia, intercettazioni, attualità, berlusconi, gelli, alfano

30/05/2008
Cannes

Dopo le "illuminate" dichiarazioni* di Afef sul film di Matteo Garrone, vincitore a Cannes del Gran Premio della Giuria, ci si mette pure Pasquale Squiteri, regista napoletano autodichiaratosi come "unico regista di destra a disposizione" in Italia. Quest'ultimo ha definito la pellicola del giovane regista "allucinante e senza senso: solo ammazzamenti, nessun tentativo di vedere cosa c’è dietro. Di questa violenza cinematografica, dopo aver visto Tarantino ne avevamo già avuto abbastanza".
Ma il compagno di Claudia Cardinale non si ferma a queste dichiarazioni, legittime, di gusto: si lancia in voli pindarici dallo sconcertante contenuto criticando pesantemente l'autore del libro dal quale è tratto il film: "allucinante anche il fatto che Saviano si presenti sul red carpet con le guardie del corpo. Andiamo, è una buffonata da attore di quarta. Lo sappiamo tutti che quando la mafia vuole uccidere non c’è scorta che tenga". La cosa buffa è che Saviano non si è presentato sul red carpet e ha evitato qualsiasi tipo di coinvolgimento mondano.
Ed ecco l'apoteosi finale: "La camorra è un contropotere fortissimo con cui bisogna venire a patti, perchè si alimenta con i soldi dei cittadini". Si commenta da sola.

E' Gabriella Carlucci, invece, ad "occuparsi de "Il Divo" di Paolo Sorrentino, vincitore anch'esso al festival francese dell'altrettanto prestigioso Premio della Giuria. "Non si può stare zitti di fronte all'idea d'Italia che, attraverso i film visti a Cannes, viene esportata nel mondo: un paese governato da uomini collusi con la mafia, come si può ben vedere nel film sul senatore Andreotti". E fin qui, non ci piove. Ma la soubrette aggiunche che nel film "si tratteggia un profilo lontano anni luce dall'uomo e dal politico ed inoltre, dove gli affari si fanno solo con la camorra" e vi sono, inoltre "visioni deformate e parziali che non si possono accettare, anche quando si ammantano di senso artistico e denuncia civile". Insomma, film scomodi per chi ha sembre ribadito l'innocenza del gobbo senatore a vita.

* Dichiarazione di Afef Jnifef Tronchetti Provera:
"E' giusto che si facciano film come Gomorra e Il Divo, che sono critici ma fanno vedere la nostra realtà. Però vorrei che i nostri panni sporchi si lavassero in casa. Vogliono sempre farci vedere come delinquenti, incapaci, immondizia appena abbiamo qualcosa che non va la stampa estera si diverte, e a me non mi va"

Postato da: giovannisparano a 12:39 | link | commenti (2)
politica, attualità, gomorra, cannes, andreotti, saviano, carlucci, servillo, sorrentino, garrone, divo, squitieri

29/05/2008
Il nucleare

In neoministro per lo sviluppo Claudio Scajola ci informa che le centrali nucleari di terza generazione, ossia quelle che l'attuale governo ha intenzione di costruire, sono "avanguardia". Inoltre ci riferisce che aspettare la quarta generazione è come "nascondere la testa sotto la sabbia".
Giuro, non riesco a capire.
Ma, non stanco delle castronerie in salsa avanguardistica, rincara la dose dichiarando che "il nucleare risolverà i problemi di produzione energetica dell'Italia, ma solo nel lungo periodo, in 10-15 anni". "Nel frattempo, siccome non è pensabile che con le fonti alternative si possa risolvere il problema della produzione di energia, andiamo avanti con l'eolico ed il solare, ma occorre un mix per produrre energia: i rigassificatori vanno fatti, non è possibile tenerli bloccati. Ora bisogna partire, l'uso del gas è indispensabile, così come il carbone pulito*, che non ha più l'impatto ambientale di una volta".

A titolo informativo, riporto qui sotto stralci di un'intervista a Carlo Rubbia, premio Nobel per la Fisica, che ho trovato sul blog di Daniele Luttazzi. Penso che il Carlo ne sappia un po' di più di uno, Scajola, che si è laureato in giurisprudenza a più di 50 anni!

“Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole

"Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie”.

Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali."

"Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso”.

“C'è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma”.

"I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.

Se è così semplice, perché allora non si fa?


"Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”.

* il carbone pulito è come il fuoco amico, l'esportazione di democrazia con i fucili, la cacca profumata, etc.

Postato da: giovannisparano a 09:03 | link | commenti (1)
politica, fisica, energia, alternative, sole, attualità, scajola, luttazzi, rubbia

28/05/2008
Primi passi

Il neonato governo compie i suoi primi passi ed è già regime. Potrò sembrare lapidario, ma è la verità: se sommate il pacchetto sicurezza, il pacchetto dei pacchetti di Napoli con annessa militarizzazione del consenso, le crisi diplomatiche prima dell'insediamento vero e proprio, il "caso Travaglio" che in realtà è il "caso Schifani", il dialogo con "l'opposizione" - che a me sembra un monologo - e le promesse di necessarie infrastrutture (ponte di Messina, TAV, etc.), ottenete solamente RE-GI-ME.

Postato da: giovannisparano a 10:26 | link | commenti (1)
politica, attualità, berlusconi, regime

Di nuovo qui

Si ricomincia a scrivere, ché bisogno di raccontare ce n'è e, sempre più, ce ne sarà. Dopo l'indigestione elettorale e i primi passi del governo del redivivo nano, riprendo il blog con nuova forza, nuovo stile - se possibile - e un po' più di ferocia. Nessuno sconto - anche se, prima di oggi, qui non ne ho mai fatti.

Postato da: giovannisparano a 08:58 | link | commenti
politica, informazione, nuovo, attualità

08/04/2008
Caffè post pranzo

Economia italiana - Un confronto per le elezioni

Economia
Foto da Flickr - autore mfgraf

In rete (io ho trovato il link al documento sul sito di Travaglio, Corrias e Gomez) gira una presentazione in PowerPoint che mostra l'andamento dell'economia italiana negli ultimi 15 anni. Lo hanno redatto quattro studenti del London School of Economics. Li ringrazio moltissimo per il loro sforzo ed il meraviglioso sforzo d'informazione. Diffondetelo!!!

Clicca col pulsante sinistro sul link e poi seleziona "Salva con nome".
Presentazione in PowerPoint

Postato da: giovannisparano a 11:53 | link | commenti (5)
italia, politica, economia, sinistra, elezioni, attualità, travaglio

04/04/2008
Blog Action

Fate girare

BlogAction

Ai partiti politici, ai politici italiani, agli organi di informazione, alla cittadinanza tutta

Questa lettera nasce da uno sforzo collettivo di cittadini italiani della Rete, che si sono confrontati in maniera concreta e proficua usando i mezzi offerti dal social network e partendo da un approccio comune e condiviso, al di là dell’appartenenza politica di ciascuno, per agire attivamente nell’attuale contesto politico e socioculturale.Vogliamo richiamare l’attenzione di chi ci governa, degli organi d’informazione e delle istituzioni verso quelli che dovrebbero essere i principali obiettivi di una politica civile, etica e basata sul bene comune.

La tutela dei valori costituzionali del nostro Paese: laicità dello Stato; diritto al lavoro e alla sicurezza sul lavoro; diritto di scelta per la propria salute e tutela della stessa, per tutti; informazione libera, pluralista e basata sulle interazioni.
L’adempimento del mandato elettorale per il quale si viene eletti e del quale i cittadini elettori sono costantemente giudici. Tale adempimento dovrebbe rappresentare una condizione minima, senza la quale “fare politica” diventa semplicemente un modo per raggiungere obiettivi personali e di potere.
La risoluzione di emergenze sociali, tra cui (ne citiamo solo alcune): impatto ambientale dei rifiuti; sistema della Sanità; aiuti alle famiglie e tutela della maternità, attraverso sussidi e asili nido in numero sufficiente; sistema dell’Istruzione e della scuola e scollamento tra questo e il mondo del lavoro; precarietà diffusa e formalizzazione del salario minimo legale.
L’attuazione di riforme politiche non più procrastinabili, quali: l’immediata risoluzione del conflitto d’interessi; una seria riforma del sistema elettorale che impedisca le nomine dall’alto dei parlamentari attraverso l’indicazione della propria preferenza sulla scheda; la decisione sulla non eleggibilità di cittadini, se condannati in via definitiva, o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale.

Crediamo che fare politica, nel senso etimologico e più nobile del termine, comporti soprattutto fornire un esempio etico, culturale e di serietà ai cittadini che si governano, e che costituisca un ruolo da non sperperare in inutili e volgari liti, dichiarazioni razziste, aggressioni fisiche; questi comportamenti impoveriscono tutti, sia in un contesto interno alla nazione, sia rispetto all’immagine che essa deve offrire al resto del mondo.

Dal momento che Voi siete chiamati a rappresentarci, dovreste porvi come portavoce di coloro che vivono la realtà quotidiana e trasmettono le sue problematiche concrete.

Pretendiamo che la politica torni a essere un servizio alla collettività e che nel fare questo rispetti alcuni precisi standard di correttezza, buona educazione civica, coerenza e chiarezza.

Noi non siamo solo numeri.
Non vogliamo assistere impotenti alla banalizzazione delle parole che non si trasformano in fatti coerenti e responsabili.
Noi siamo quelli che votano. Quelli che scelgono. Quelli che criticano. Quelli che domandano. Quelli che giudicano.

Noi siamo coloro a cui dovete rispondere del Vostro operato, ogni giorno, in qualsiasi momento.
Attueremo un controllo serrato sulle azioni della prossima legislatura e daremo ampio risalto sui nostri blog di ciò che di buono e di cattivo verrà fatto.

Siamo in grado di criticare l’informazione, di valutare l’attuazione del programma elettorale, di giudicare sui fatti e non sulle promesse e sulle favole.

http://blogaction.wordpress.com

Postato da: giovannisparano a 15:37 | link | commenti (257)
politica, informazione, attualità, blogaction

03/04/2008
Merendina felice

Grazie

Paol84

Ringrazio sentitamente paol84 per avere segnalato il mio blog. Vi invito a visitare il suo blog, di grande onestà intellettuale, informazione vera. Grazie ancora.

Postato da: giovannisparano a 15:29 | link | commenti (1)
segnalazione, ringraziamento, paol84