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13/06/2008
Pier Paolo

Pasolini

Quest'articolo di Pier Paolo Pasolini, apparso nelle colonne del Corriere della Sera il 9 dicembre 1973, suona attualissimo oggi. Profetico, pensando agli anni in cui fu scritto. Avevo voglia di condividerlo con voi.

"Molti lamentano (in questo frangente dell’austerity) i disagi dovuti alla mancanza di una vita sociale e culturale organizzata fuori dal Centro "cattivo" nelle periferie "buone" (viste con dormitori senza verde, senza servizi, senza autonomia, senza più reali rapporti umani). Lamento retorico. Se infatti ciò di cui nelle periferie si lamenta la mancanza, ci fosse, esso sarebbe comunque organizzato dal Centro. Quello stesso Centro che, in pochi anni, ha distrutto tutte le culture periferiche dalle quali, appunto, fino a pochi anni fa, era assicurata una vita propria, sostanzialmente libera, anche alle periferie più povere e addirittura miserabili.  Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi. Il fascismo proponeva un modello, reazionario e monumentale, che però restava lettera morta. Le varie culture particolari (contadine, sottoproletarie, operaie) continuavano imperturbabili a uniformarsi ai loro antichi modelli: la repressione si limitava ad ottenere la loro adesione a parole. Oggi, al contrario, l’adesione ai modelli imposti dal Centro, è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati. L’abiura è compiuta. Si può dunque affermare che la "tolleranza" della ideologia edonistica, voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana. Come si è potuta esercitare tale repressione? Attraverso due rivoluzioni, interne all’organizzazione borghese: la rivoluzione delle infrastrutture e la rivoluzione del sistema d’informazioni.
Le strade, la motorizzazione ecc. hanno ormai strettamente unito la periferia al Centro, abolendo ogni distanza materiale. Ma la rivoluzione del sistema d’informazioni è stata ancora più radicale e decisiva. Per mezzo della televisione il Centro ha assimilato a sé l’intero paese, che era così storicamente differenziato e ricco di culture originali. Ha cominciato un'opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza. Ha imposto cioè, come dicevo, i suoi modelli: che sono i modelli voluti dalla nuova industrializzazione, la quale non si accontenta più di un "uomo che consuma", ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo. Un edonismo neo-laico, ciecamente dimentico di ogni valore umanistico e ciecamente estraneo alle scienze umane.
L’antecedente ideologia voluta e imposta dal potere era, come si sa, la religione: e il cattolicesimo, infatti, era formalmente l’unico fenomeno culturale che "omologava" gli italiani. Ora esso è diventato concorrente di quel nuovo fenomeno culturale "omologatore" che è l’edonismo di massa: e, come concorrente, il nuovo potere già da qualche anno ha cominciato a liquidarlo. Non c’è infatti niente di religioso nel modello del Giovane Uomo e della Giovane Donna proposti e imposti dalla televisione. Essi sono due Persone che avvalorano la vita solo attraverso i suoi Beni di consumo (e, s’intende, vanno ancora a messa la domenica: in macchina).
Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della Produzione creatrice di benessere (o, meglio, di salvezza dalla miseria). Lo hanno accettato: ma sono davvero in grado di realizzarlo?
No. O lo realizzano materialmente solo in parte, diventandone la caricatura, o non riescono a realizzarlo che in misura così minima da diventarne vittime. Frustrazione o addirittura ansia nevrotica sono ormai stati d’animo collettivi. Per esempio, i sottoproletari, fino a pochi anni fa, rispettavano la cultura e non si vergognavano della propria ignoranza. Anzi, erano fieri del proprio modello popolare di analfabeti in possesso però del mistero della realtà. Guardavano con un certo disprezzo spavaldo i "figli di papà", i piccoli borghesi, da cui si dissociavano, anche quando erano costretti a servirli.
Adesso, al contrario, essi cominciano a vergognarsi della propria ignoranza: hanno abiurato dal proprio modello culturale (i giovanissimi non lo ricordano neanche più, l’hanno completamente perduto), e il nuovo modello che cercano di imitare non prevede l’analfabetismo e la rozzezza. I ragazzi sottoproletari umiliati cancellano nella loro carta d'identità il termine del loro mestiere, per sostituirlo con la qualifica di "studente". Naturalmente, da quando hanno cominciato a vergognarsi della loro ignoranza, hanno cominciato anche a disprezzare la cultura (caratteristica piccolo-borghese, che essi hanno subito acquisito per mimesi). Nel tempo stesso, il ragazzo piccolo-borghese, nell’adeguarsi al modello "televisivo" che, essendo la sua stessa classe a creare e a volere, gli è sostanzialmente naturale, diviene stranamente rozzo e infelice. Se i sottoproletari si sono imborghesiti, i borghesi si sono sottoproletarizzati. La cultura che essi producono, essendo di carattere tecnologico e strettamente pragmatico, impedisce al vecchio "uomo" che è ancora in loro di svilupparsi. Da ciò deriva in essi una specie di rattrappimento delle facoltà intellettuali e morali.
La responsabilità della televisione in tutto questo è enorme. Non certe in quanto "mezzo tecnico", ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaboratore di messaggi. È il luogo dove si fa concreta una mentalità che altrimenti non si saprebbe dove collocare. E attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere.
Non c’è dubbio (lo si vede dai risultati) che la televisione sia autoritaria e repressiva come mai nessun mezzo di informazione al mondo. Il giornale fascista e le scritte sui cascinali di slogans mussoliniani fanno ridere: come (con dolore) l’aratro rispetto a un trattore. Il fascismo, voglio ripeterlo, non è stato sostanzialmente in grado nemmeno di scalfire l’anima del popolo italiano; il nuovo fascismo, attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e di informazione (specie, appunto la televisione), non solo l’ha scalfita, ma l’ha lacerata, violata bruttata per sempre…
"

Postato da: giovannisparano a 09:29 | link | commenti
politica, televisione, pasolini, attualità, fascismo, consumismo

19/02/2008
Pranzo su satellite

Italiani!!!

Di Pietro

Leggete cosa ha detto Cicchitto - vicecoordinatore nazionale di Forza Italiota, ex iscritto al PSI ed alla loggia massonica P2 - riguardo le legittime affermazioni di Antonio Di Pietro sulla necessità di una riforma del sistema radio-televisivo e dell'informazione.
"Veltroni usa un buonismo di facciata e utilizza il suo braccio armato, rappresentato da Antonio Di Pietro, per colpire l'avversario politico ed annunciare un programma, con conseguenti iniziative di legge, che punta a distruggere Mediaset, cioè la prima azienda televisiva del Paese, con inevitabili e disastrosi effetti sull'occupazione, solo perchè di proprietà del leader del Pdl".
Vorrei informarlo che, come da sentenza della Corte suprema europea, se l'Italia non sposta Emilio Fede (ossia Rete 4) sul satellite dando le frequenze ad Europa 7, rischiamo di pagare 400.000 euro di multa al giorno. Multa che pagherebbero i contribuenti contro gli introiti pubblicitari a Mediaset.
Quella di Di Pietro è una provocazione, un pretesto per parlare di un tema scottante.

Postato da: giovannisparano a 12:04 | link | commenti (1)
politica, fede, televisione, informazione, attualità, mediaset, forza italia, di pietro, psi , cicchitto, p2 , rete4

18/02/2008
Cappuccino riottoso

Nano-bugie

Berlusconi

Venerdì scorso, ospite a Tv7 di Riotta, lo Psiconano ha dichiarato che si è "battuto perchè Enzo Biagi non lasciasse la televisione, ma alla fine prevalse in Biagi il desiderio di poter essere liquidato con un compenso molto elevato". Mi viene alla mente "1984" di Geoge Orwell, nel quale il Ministero della Verità aveva il compito di modificare giornali e libri pericolosi per il Partito.
Nemmeno il rispetto per una persona che non c'è più e non può rispondere.

Postato da: giovannisparano a 09:59 | link | commenti (2)
televisione, attualità, berlusconi, riotta, rai , biagi, editto bulgaro, tv7

10/01/2008
Merendina del nano

Ancora Raiset

Antonio Sacca


La Procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per il direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà, già al centro del cosiddetto caso Raiset. Avrebbe favorito - immagino per qualche fiction sponsorizzata dai contribuenti - cinque attrici segnalate dallo psiconano. L'accusa è di corruzione. In cambio, dice il pm Vincenzo Piscitelli, il dirigente Rai si sarebbe impegnato a sostenere il Cavaliere in alcune sue future attività private. Per approfondimenti, leggere l'Espresso di domani.

Postato da: giovannisparano a 14:50 | link | commenti
politica, televisione, attualità, berlusconi, rai , saccà

11/10/2007
Prima dello spuntino mattutino

Lo sapevate che...?

Gasparri

Il 19 luglio del 2006, e non ho sbagliato anno, la Commissione Europea invia all'Italia una lettera di messa in mora in seguito ad un esposto di Altroconsumo, associazione che si occupa della difesa dei consumatori. Questo in quanto nel nostro paese, con la legge Gasparri, si potrebbero creare delle discrimininazioni nell'assegnazione delle frequenze agli operatori televisivi nel passaggio dall'analogico al digitale. Mi spiego meglio. Gli operatori analogici già esistenti hanno la possibilità di acquistare, con le attuali gasp-disposizioni, una quantità di frequenze per il digitale maggiori di quelle effettivamente necessarie. In parole povere, Rai e Mediaset si spartiranno per bene tutta la torta. Il governo di Prodi sta portando avanti il discusso ddl Gentiloni che andrà a sostituire la Gasparri. Il problema è che, per la Commissione ci aveva dato tempo fino al 30 settembre 2007 per apportare la tanto agognata modifica. Siamo in ritardo e il rischio è il deferimento alla Corte di giustizia europea. Il pepe al culo, giustamente, ce lo mette la signora Neelie Kroes, commissario alla concorrenza, che non è abituata - come da lei dichiarato - ad aspettare troppo.

Postato da: giovannisparano a 09:10 | link | commenti
politica, televisione, attualità, gasparri, altroconsumo, gentiloni, kroes